18 Agosto 2020 Cremona – Siamo nel 2020 e ne abbiamo “viste di tutti i colori” dal finto compratore che ti dice di aver fatto un bonifico errato e dovete riaccreditare la parte eccedente a “persone” lo metto virgolettato perché non le ritengo tali che ti propongono di venderti un oggetto che nemmeno detengono offrendotelo ad un prezzo stracciato invogliandoti in un acquisto vantaggioso che dopo poco si rivela solo in una truffa ricevendo dopo il denaro anticipato il nulla.

Oggi 18 Agosto me né capitata una nuova, metto in vendita parecchie scaffalature che giacevano in un magazzino e mi ritrovo una telefonata da parte di un fantomatico compratore (dopo pochi minuti dall’inserzione, stranoooo) che per privacy metto solo il suo numero di cellulare 3510672779 ma lo voglio soprannominare GINO il truffaldino. Mi chiama e non mi chiede lo stato dell’oggetto in vendita mi comunica solo che vuole pagarmi tramite un bancomat e che dovevo recarmi presso uno sportello bancomat e ritirare i 500,00 euro che mi doveva.

La titubanza è tanta so di nuove metodologie di pagamento è anche un po il mio lavoro ma di quella modalità in cui uno si reca presso un bancomat e riceve i soldi a distanza da un fantomatico acquirente non l’ho mai sentita, per curiosità mi reco ricevo la telefonata dell’acquirente Gino e mi dice di inserire il mio bancomat e mi fa fare un operazione di ricarica verso il suo bancomat, un attimo di smarrimento e penso ma questo pensa che io sia tutto scemo e soffermandomi a pensare a tutte le persone che ci sono cascate effettuando pagamenti invece di ricevere soldi mi viene una grande delusione e rabbia.

Quindi vi ricordo che Gino è sempre in agguato state attenti che prima o poi qualcuno si farà vivo dicendovi che vuol darvi dei soldi ma che poi alla fin fine finiranno nel portafogli sbagliato.

Saluto con un caloroso vaffa a Gino e auguro che i soldi sottratti in modo truffaldino alla povera gente ignara li spenda tutti in medicine. :)))

ps. per divertimento mi sono anche registrato tutte le 3 telefonate e prossimamente le pubblicherò.

Giovanni Bertoni

18 Luglio 2020 – Parola alquanto semplice da pronunciare ma molto complessa da raggiungere. Mi capita spesso di leggere fra i vari messaggi Web in parecchio Social “Non farti un Web, non farti un E-commerce” perché il raggiungimento del successo si ottiene in altro modo.

Non posso fare un distinguo fra persone che hanno raggiunto un obbiettivo commerciale senza un Web e chi lo ha raggiunto con ma approfondirei la tematica entrando nello specifico di come farlo.

Nella vita capita di fare tanti investimenti per novità, il mio vicino di casa si è fatto il robot per il prato io ho 3 mq di prato me lo faccio e capisco che l’esborso per questo tipo di investimento è stato errato.

Nel Web non basta avere un Web o farsi fare un sito da un amico e pensare che il tutto ti metta in una posizione tale che il tuo business migliori, perché in questo caso hai fatto una scelta sbagliata sottovalutando il mezzo e cercare di risparmiare su un servizio il più delle volte penalizza talmente il web che lo rende inutile.

Vi faccio il classico esempio del cliente che entra da KjjApp chiede un app noi pensiamo quale sia lo sviluppo più conforme per rendere il mezzo più in linea con lo stile della clientela che deve acquisire ma dopo un anno l’app non viene stimolata parlando commercialmente con Marketing che sia Social o altro facendo diventare un progetto buono a progetto inutile.

I mezzi per raggiungere gli obbietivi nel Web ci sono, ma senza una base è difficile poter pensare di fare comunicazione solo con un paginetta Facebook o con Instragram, gli utenti vogliono non solo contenuti di immagine ma anche di contenuti.

Misurare l’obbiettivo senza l’autorevolezza nel Web oggi è praticamente impossibile e quando mi capita di leggere o di venire in contatto con qualche social manager che mi propina mezzi al limite della legalità della privacy che tendono a violentare psicologicamente l’utente per poi ottenere l’obbiettivo della vendita del prodotto rimando profondamente deluso.

In Italia mi capita quasi tutti i giorni di scoprire prodotti di altissima qualità che vengono spodestati e accantonati dalla grande distribuzione perché ritenuti fuori mercato o con stili poco accattivanti che nascondono il sapore di un prodotto unico di alta qualità e dentro di me.

Per fortuna oggi quei prodotti di nicchia sono il Must di un internet che non ha bisogno di fare grandi numeri ma sa far scoprire prodotti unici esclusivi e in questo ritrovo ogni giorno il mio obbiettivo di sviluppatore che non lotta inventando nulla ma progettando la miglior tecnologia Web o App del momento, per raggiungere l’obiettivo che mi sono prefissato.

Facendo un sunto l’obbiettivo si conquista con professionalità e sudore della fronte, questo e l’algoritmo della vita.

Giovanni Bertoni

19 Giungo 2020 – Sembra una banalità ma parlando in continuazione di SEO mi sta venendo un infarto alla lingua. Parlo tutto il giorno ai miei clienti di ottimizzazione, cercando di migliorare compressioni di css di immagini migliorare il copiwriting e poi ti vedi passare davanti siti di dubbia qualità.

Questo è un dubbio che voglio snocciolare da anni perché credo non per etica e nemmeno per presunzione professionale che il WebMarketing sia diventato più integrato e molto più friendly di prima ottenendo risultati immediati dimenticandosi le dinamiche SEO che il più delle regole sono diventate “leggenda“.

Ho iniziato nel 1998 forzando l’indicizzazione dei siti scrivendo qualche parola in bianco (chi si ricorda la tecnica sorriderà come sto facendo io in questo momento) o backlink continua da landing page o altre furbate che poco servono a creare una stabilità di posizione.

Forse perché oggi raggiunto da poco i 50 anni mi sento pronto e coscente dopo 20nni di indicizzazione di report e di parole chiave che la mission che oggi abbiamo da offrire ai nostri clienti e il raggiungimento dell’obbiettivo, sapendo che il raggiungimento per ogni imprenditore è quello di raggiungere comunicando nel miglior modo il maggior numero di ipotetici clienti.

Oggi nel 2020 siamo sempre più convinti di proporre l’ottimizzazione del sito con un buon piano di WebMarketing per ottenere contatti nuovi, targhetizzati ed un piano di SocialMarketing che è il primo passo di ogni strategia di social media marketing stabilendo gli obiettivi e le mete che si desiderano raggiungere. Definire questi obiettivi ti consente anche di reagire velocemente quando le campagne sui social media non stanno rispondendo alle aspettative. In assenza di mete prestabilite non hai i mezzi per valutare il tuo rendimento o per dimostrare il ROI.

Facendo un sunto di tutto quello detto oggi consigliere una buona campagna pubblicitaria ben ottimizzata che renderà gli obbiettivi più certo limitando la spesa economica.

Giovanni Bertoni

14 Giugno 2020 – La riapertura è avvenuta anche se un po a singhiozzo perché qualche ristoratore ha deciso di rimanere chiuso e rimandare l’apertura a fine mese. Periodo particolarmente difficile condizionato da regole che il più delle volte possono mettere in discussione anche il più preciso dei burocrati dal distanziamento alla santificazione ( di locali chiusi da mesi) quindi spese per poter ripartire da un periodo nel quale non si è battuto chiodo.

Però ogni momento di buio porta a delle svolte a delle innovazioni a dei nuovi stimoli. Uno di questi è il problema che si è creato in questo momento di lock down nella possibilità di consegnare cibo a domicilio e creare opportunità di continuità ai Ristoranti + attivi.

KjjApp sviluppa da anni App per la consegna a domicilio ed integrazioni Web per dare la possibilità anche all’utenza business che non vuole scaricarsi l’app di poter ordinare sul portale del cliente e risparmiare tutte le commissioni che oggi fra Justeat e altri obbligano il ristoratore a pagare.

In questa esigenza di sanificazione nasce anche l’esigenza dei menù digitale e ci siamo subito resi disponibili progettando un menu digitale per i nostri cliente che fa da gestore delle domande fino alla stampa dell’ordinazione direttamente in ristorante facendo accedere al cliente tramite un QRcode posto sul tavolo.

Che dire in questo momento di fatica psicologia non ci resta che ripartire da zero ma meglio di prima rinnovando le nostra attività con la tecnologia che gli utenti attuali richiedono.

KjjApp è sempre attenta ai suoi clienti sodisfando le richieste più particolari e rendendo della propria professionalità il mestiere artigianale che portano avanti da anni.Perchè l’uomo è lo stimolo del nostro futuro e noi ne facciamo parte.

Giovanni Bertoni

Pensiamo sempre all’utilità di un App in senso commerciale, comunicazione, vendita, contatto e non pensiamo mai che da quasi un 10nnio tante aziende investono nello sviluppo di App per crearne un vero Business.

Come remunerarsi da un App?

Ci sono principalmente due metodologie per arrivare a guadagnare dalle app, la prima consiste nella partnership con le piattaforme che vendono pubblicità per esempio Admob, Chartboost, e tante che ripagano l’esposizione di banner inserite nelle App o di veri e propri video che l’utente viene costretto a vedere per svolgere attività guadagnare nuovi livelli o raggiungere obbiettivi, ma che dalla parte dello sviluppatore non fanno altro che raggiungere l’obbiettivo del guadagno.

Parliamo di numeri certi perché basati su nostri dati : un app che riesce ad ottenere 22.000 impression a settimana raggiunge un guadagno settimanale di € 27,00 su Play Store e € 64,00 su Apple Store.

Guadagni che si concretizzano se il posizionamento delle unità pubblicitarie viene effettuata in modo professionale per raggiungere obbiettivi sempre più ottimizzati.

La seconda opzione è quella di creare un App utility che poi viene venduta nei vari store non dimenticandosi che una percentuale delle vendite deve essere riconosciuta alle società che gestiranno la vendita delle stesse.

Fare business nel settore App è sempre più concreto e sempre meno illusorio basta avere buone idee ottimi sviluppi perché l’utente medio tende a scartare dopo pochi secondi un app che va in blocco o un app che non è facile da usare o un app che non ha una grafica adeguata.

Concludo suggerendovi di avere idee sempre più pazze perché le idee normali creano app che poco hanno da sfondare i un mondo di applicazione che conta ad oggi un numero di milioni di sviluppi un mondo sempre più difficile da conquistare perché l’idea media è sempre quella di clonare qualcosa che c’è già senza valutare che le idee nuove valgono molto di più.

Dire soddisfatti è dire la prima sensazione che abbiamo avuto quando dopo mesi di sviluppo abbiamo pubblicato Lookface, prima nello Store di Google e poi in quello di Apple nel periodo di dicembre 2017.

Aspettarci dopo uno sviluppo di un App di questo tipo che incontra parecchi problemi di server con parecchi Crash segnati da una banda che non bastava mai è una grande soddisfazione, gli utenti si sono impegnati a diventare dei veri tester quotidiani lasciando sempre più feedback positivi e molti non, che sono serviti a capire e risolvere le decine di problemi che un app di videochat sostiene quotidianamente .

Pensare che in un anno arrivassimo a 200.000 utenti sarebbe stato troppo ottimistico o forse irreale però oggi lo possiamo gridare ai 4 venti, ci siamo anche noi, i nostri sviluppi ci danno ragione e le indicizzazioni delle nostre app rimangono sempre sotto i riflettori degli Store.

Abbiamo da poco lanciato 100$ e in pochi giorni ha raggiunto i 10.000 scaricamenti speriamo che conduca la stessa strada di un app felice e divertente come quella di Lookface.

Sulla scia delle elezioni presidenziali del 2016, lo sviluppatore di app Leo Sussan era infelice e cercava un modo per diventare piu attivo politicamente. Quindi si offri volontario per un candidato del Congresso da lungo tempo, Alexandria Ocasio-Cortez, 29 anni, a New York.

Dato che era un impiegato a tempo pieno in una startup immobiliare, Sussan ha offerto le sue capacita di programmazione alla campagna durante i suoi orari di apertura. L’app che lui e il suo socio in affari Jake Degroot hanno creato, Reach, ha reinventato il modo in cui i volontari hanno trovato altri elettori affettuosi e, in ultima analisi, ha contribuito a far eleggere Ocasio-Cortez.

Storicamente, le campagne politiche hanno raggiunto gli elettori attraverso un processo chiamato “propaganda” o il contatto diretto con le persone porta a porta. Le app in genere hanno facilitato questo processo offrendo ai volontari sul campo un modo semplice per accedere a un elenco di elettori compilato dal Partito Democratico.

L’elenco dei potenziali elettori e stato in genere costituito dai dati di voto storici e dalla registrazione delle parti. I volontari lo userebbero per trovare elettori solidali, bussare alle loro porte e chiedere loro una serie predeterminata di domande, in genere sul fatto che probabilmente avrebbero votato per un candidato specifico.

Ma l’app di Sussan – Reach – era diversa. Ha reso piu facile per i volontari trovare elettori nuovi di zecca, indipendentemente dal fatto che avessero votato in una precedente elezione o registrati come democratico in passato. Era una soluzione tecnologica a uno dei principi chiave della campagna: Ocasio-Cortez voleva espandere l’elettorato e aiutare piu persone a prendere parte al processo politico. Anche Sussan lo ha fatto, quindi ha costruito l’app con questo principio fondamentale.

Ora, utilizzando Reach, i volontari sono stati in grado di indirizzare facilmente nuovi elettori per strada, al centro commerciale o praticamente ovunque a cui potevano pensare e registrare le loro interazioni. I propagandisti non erano piu limitati a un elenco di persone che avevano votato per un democratico in passato o erano iscritti al Partito democratico. Invece, potrebbero aggiungere nuovi nomi e informazioni di contatto alla lista sul posto. Inoltre, ha aiutato Reach a lavorare su tutte le principali piattaforme, tra cui iOS, Android e browser Web, rendendo piu facile l’accesso alle persone giuste.Pubblicato il 28/01/2019

Sempre piu’ preoccupati in casa Apple dopo le stangate della borsa Americana e dalla diminuzione della vendita degli iPhone.

Un’era cominciata 12 anni fa con il primo discorso globale di Steve Jobs, in cui il genio statunitense lanciava sul mercato una visione capace di stravolgere abitudini e futuro di tutti: il primo iPhone.

Cook attribuisce questa crisi anche alla congiuntura economica negativa nei mercati emergenti, per esempio, ma anche un minor numero di acquisti di nuovi di iPhone in sostituzione di quelli vecchi da parte dei clienti fedeli rispetto a quanto preventivato.

Il report mette in evidenza come l’ASP sia aumentato di 220$ nel corso degli ultimi 10 anni – una crescita di circa il 40% – e che meta’ di questo incremento sia avvenuta solo nell’ultimo anno. Insomma, appare chiaro che il mercato richiede un nuovo approccio da parte della casa di Cupertino che ora, dopo anni di guadagni impensabili per ogni altro produttore, potrebbe essere costretta a rivedere il suo margine di profitto per contrastare gli effetti di questa crisi.Pubblicato il 28/01/2019

Ogni utente Android dovrebbe tenere a portata di mano una app text-to-speech. Non e’ necessario avere un handicap visivo per godere dei benefici. Ad esempio, ti permetteranno di ascoltare le notizie sul tuo tragitto giornaliero, recuperare i messaggi di testo a letto o persino guardare i tuoi ebook preferiti senza guardare lo schermo. Ma quali app text-to-speech Android sono le migliori? Continua a leggere per scoprirlo.